mercoledì 24 marzo 2010

Anisakis e le altre

La voglia di sedersi a un banco di scuola era sinceramente poca, ma quando ci si decide a mettere in piedi la tasquinha non si può farla tanto facile, bisogna prepararsi.
E allora ci si iscrive al corso di somministrazione alimenti e bevande perchè altrimenti, se uno non ha maturato due anni di esperienza nel settore, un locale non lo apre.
Già dal nome questo corso faceva presagire il peggio. Somministrare sa di una cosa che si fa coi guanti in lattice, il camice bianco e la mascherina. E infatti se uno si attiene alle regole è proprio così. La cucina di un ristorante, come quella della piola più infima, dev'essere un luogo da cui batteri e virus devono tenersi molto alla larga.
E allora alla quinta lezione d'igiene – ovvero, quella dopo le entusiasmanti prime quattro lezioni tenute dallo chef – ecco che arriva l'ispettore dell'Asl. Ed ecco che la musica cambia.
Non che lo chef l'avesse fatta facile, ma non è il suo mestiere andare in giro per ristoranti a fare ispezioni, prelevare campioni del tuo arrosto da analizzare, fare un tampone all'affettatrice per verificare la carica batterica. L'ispettore, un signore simpatico e affabile, arriva invece con sottobraccio un faldone che, nel corso della lezione, scopriremo zeppo di foto splatter.
Prima un giro di casi drammatici: il ristoratore che, pensando fosse un blocco unico, non aveva mai smontato e pulito all'interno l'affettatrice; oppure la barista con un taglio sul dito (e un cerotto lurido sopra) con cui maneggiava tranquilla il prosciutto e i panini.
Poi un giro di articoli di giornale: 20 tipi diversi di urine trovati dall'analisi di un aperitivo nel centro di Milano (a Torino, anche se ci crediamo migliori e siamo di meno, sarà mica tanto diverso...).
Infine una lunga carrellata di parassiti dai nomi buffi, un po' vezzosi: la trichinella della carne ovina, la popolarissima tenia, e poi lei... la più pericolosa, la diva, quella che ti buca l'intestino: la larva di anisakis, del pesce crudo (ma se andiamo a mangiare il sushi sono mica pazzi che ce la fanno trovare, dai).
Durante la lezione dell'ispettore è calato in classe un silenzio di tomba. Gli occhi di tutti, chi più chi meno, pieni di terrore. Sarà stato un po' lo schifo (la carrellata di foto) e un po' l'idea di trovare l'ispettore, un giorno, davanti alla porta del tuo ristorante.
Ogni sera, dopo il corso, una nuova fonte di stress si aggiunge a tutte le altre, depositate nelle lezioni precedenti. Il tutto si ripercuote sulla vita quotidiana, soprattutto ai fornelli: nemici come la contaminazione crociata non possono avere la meglio su di me, perchè ora so come combatterli! Tempo, temperatura e umidità; tempo, temperatura e umidità; tempo, temperatura e umidità. ...Com'è che non vi riproducete più tanto volentieri, voi lì dentro, eeehh!!!???? Fa freddo? Avete troppo caldo? Non ne avete più la forza? Uh, mi spiace... Looooosersss!!!*
E via discorrendo.
Non resta che augurarsi che i miei nervi reggano tutto questo e arrivino, sani, forti e consapevoli, fino all'apertura della tasquinha e oltre.

* Discorso ai batteri

1 commento:

  1. ecco, lo sapevo: non sono mica schifiltosa a caso. e poi il pesce crudo? giammai.

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